Un incipit è di per sé la fine. (C. Bene)

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giovedì 12 luglio 2012

Stanley Kubrick. Shining - Giorgio Cremonini [Saggio, 1999]

Incipit n°32:
Se è vero, come dice Kubrick, che «la sensazione di mistero è l'unica che si vive con maggiore intensità nell'arte che nella vita» e che «l'obiettivo fondamentale» del fantastico non è «cercare di spiegare o trovare spiegazioni chiare per quello che succede», bensì «produrre mistero», non sarà facile spiegare quello che è «il più complesso dei [suoi] film», un vero e proprio «film sull'enigma»...

Casa editrice: Lindau - "Universale Film"

A proposito del libro: "Stanley Kubrick è morto all'improvviso il 7 marzo 1999. In quello stesso giorno stavo correggendo le bozze di questo volume: la coincidenza ha reso ancor più crudele la notizia, accostandola a un lavoro che rendeva più vivi ai miei occhi sia il film, che il suo autore. Per quello che può contare, non mi resta altro modo di rendere omaggio a uno dei registi cinematografici più grandi del nostro tempo che dedicare alla sua memoria queste pagine".

lunedì 18 giugno 2012

Stanley Kubrick. Full Metal Jacket - Roy Menarini, Claudio Bisoni [Saggio, 2002]

Incipit n°31:
Il dopo-Shining (The Shining, 1980) per Kubrick non è affatto facile. Il film, per quanto entrato di diritto nella schiera degli horror che contano, ha lasciato perplessi molti critici e, prima che l'opera diventi un successo long seller, non ha nemmeno guadagnato le cifre previste. Bisogna probabilmente ridimensionare l'immagine di un Kubrick alle prese con la sfiducia dei produttori o in attesa di fronte a un telefono che non squilla: è una condizione difficile da immaginare.

Casa editrice: Lindau - "Universale Film"

A proposito... "Full Metal Jacket è un film sulla modernità, sociale e cinematografica. Kubrick inventa il «classico sperimentale», dove l'aurea precisione dei tempi d'oro si trasforma in una minacciosa potenza di catastrofe, dove il sentimento prevalente è quello dell'angoscia e della paura, dove il «perfetto» nasce dall'incontro assurdo tra un brutale meccanismo di preparazione e un risultato senza risposte. Come ogni classico, anche Full Metal Jacket chiede di essere visto e rivisto, contiene sequenze diventate di culto, non smette mai di rilanciare significati nascosti. Ma come ogni film moderno, possiede un vasto numero di oppositori, mantiene tratti oscuri, lascia sofferenti gli spettatori, offre quel senso di «impurità» che il cinema della Hollywood classica non avrebbe consentito, almeno non con tale evidenza".

mercoledì 13 giugno 2012

Tutti i film di Stanley Kubrick - Paul Duncan [Vademecum, 1999]

Incipit n°30:
Ho visitato recentemente una mostra di Robert Capa. Era un fotografo di guerra, famoso per le sue splendide foto della guerra civile spagnola, ed è stato uno dei fondatori della Magnum, agenzia fotografica conosciuta in tutto il mondo...

Traduzione: Barbara Ponti
Casa editrice: Lindau - "Universale Film"

A proposito del libro: "Un autentico «Kubrick's Companion», cioè un ricchissimo vademecum con tutto quello che vorreste sapere sui film del grande regista americano: la storia, i dati filmografici completi, l'idea ispiratrice, i temi ricorrenti, le trovate visive e quelle sonore, le curiosità, i film, le musiche, i libri che hanno catturato il genio di Eyes Wide Shut e infine un giudizio «informale» accompagnato da un voto spesso sorprendente. Completano il volume una bibliografia ragionata e un elenco di siti internet dedicati a Kubrick".

venerdì 8 giugno 2012

Stanley Kubrick. Eyes Wide Shut - Simone Ciaruffoli [Saggio, 2003]

Incipit n°29:
Quando ci apprestiamo a vedere un film di Stanley Kubrick sappiamo già che le successive due ore saranno impiegate a decifrare, a svelare un corpo e a farsi vedere dallo stesso. Insomma, sappiamo già che più che una semplice visione, la nostra seduta sarà di carattere esperienziale. Chi di noi di fronte a una sua opera non ha sentito almeno una volta una sorta di avvicinamento a quelle che sono le nostre più ancestrali paure, ai reconditi e forse imperscrutabili desideri, a una cosmogonia del nostro inconscio.

Casa editrice: Falsopiano - "Light" - Prima edizione: ottobre 2003

A proposito del libro: "...leggendo una pagina dopo l'altra del libro di Ciaruffoli, ho capito che l'Eyes Wide Shut visto in solitudine qualche stagione fa, e precipitosamente archiviato come "interessante ma troppo cerebrale" (proprio così scrissi sul mio quadernetto), era un altro film rispetto a quello esaminato nel libro. Così l'ho rivisto, utilizzando il testo come una bussola, per non correre il rischio di perdermi ancora. E sono riuscito ad andare oltre la superficie delle cose [...] Credo quindi di aver sperimentato su di me l'utilità di uno studio come questo, che recupera l'antica pratica del déucopage..." (dalla prefazione di Mauro Gervasini)

mercoledì 29 febbraio 2012

Tutti i film di Alfred Hitchcok - Paul Duncan [Vademecum, 1999]

Incipit n°28:
Alfred Hitchcok ha permeato la nostra coscienza. Non ho alcun dubbio sul fatto che praticamente tutti nel mondo occidentale abbiano visto almeno uno dei suoi film. Tutti abbiamo visto il mondo attraverso i suoi occhi e lo troviamo terrificante. Alfred Hitchcock era spaventato e riusciva a comunicare la sua paura attraverso le situazioni.

Traduzione: Carolina Sargian
Casa editrice: Lindau - "Universale Film" - Seconda edizione: novembre 2007

A proposito del libro: "Un autentico «Hitchcock's Companion», cioè un ricchissimo vademecum con tutto quello che vorreste sapere sui film del grande regista inglese: la storia, i dati filmografici completi, l'idea ispiratrice, i temi ricorrenti, le trovate visive e quelle sonore, le curiosità, le apparizioni del regista, le sue «bionde virginali», il MacGuffin e infine un giudizio «informale» accompagnato da un voto spesso sorprendente. Completano il volume una bibliografia ragionata e un elenco di siti internet dedicati a Hitchcock".

martedì 28 febbraio 2012

Alfred Hitchcock - Bill Krohn [Monografia, 2007]

Incipit n°27:
Nel 1927 uscirono sei film di un regista inglese che i critici definirono "il giovane genio". Pochi anni prima, quel genio lavorava nel reparto pubblicità della Henley Telegraph and Cable Company, dove aveva il compito di disegnare bozzetti pubblicitari e di scrivere brevi racconti per il bollettino aziendale.

Traduzione: Antonella Santambrogio
Casa editrice: Cahiers du cinéma Sarl - "Maestri del cinema" - Edizione italiana aggiornata 2010

A proposito... "La collana 'Maestri del cinema' ci introduce con stile appassionante e immediato alla vita e all'opera dei maggiori registi cinematografici del mondo. Ogni titolo offre una chiave di lettura per comprendere il percorso artistico dei protagonisti, dagli esordi ai film più recenti, unitamente alla filmografia completa. ai fotogrammi dei film, alle fotografie dei set e alle locandine. Firmata da esperti del settore, 'Maestri del cinema' è una risorsa indispensabile per gli studenti di cinema, per i cultori appassionati così come per i neofiti che si accingono a scoprire l'opera dei grandi autori della settima arte".

giovedì 16 febbraio 2012

Baarìa, il film della mia vita - Giuseppe Tornatore/Pietro Calabrese [Libro intervista, 2009]

Incipit n°26:
Qual è stato il momento in cui hai avuto il primo flash del film Baarìa, la prima immagine?
L'istante preciso non lo ricordo, probabilmente perché non ne ho mai avuto la percezione netta. Ed è strano, perché il presagio del primo momento della creazione di una storia cinematografica l'ho avuto per tutti gli altri miei film. Tranne che per questo. Penso sia successo perché Baarìa ha molto a che vedere con il mio passato, con le tante cose che mi porto dietro da una vita, con i personaggi che ho incontrato davvero, o conosciuto attraverso i racconti di quelli che ho amato e che me ne hanno parlato.

Casa editrice: Rizzoli - Prima edizione: settembre 2009

A proposito de libro: "In questo libro a due voci con Pietro Calabrese, Tornatore ricostruisce la genesi della sua ultima opera e va a scavare nella memoria: ne nasce un racconto che ha la magia e i colori vividi del suo cinema. Descrivendo il microcosmo della provincia siciliana, il regista fa balenare le figure mitiche che lo hanno ispirato, soprattutto il nonno contadino che sapeva a stento leggere ma conosceva La Divina Commedia a memoria, il padre che gli ha trasmesso il mito positivo della politica e la madre, ideale di una bellezza antica".

lunedì 30 gennaio 2012

La menzogna del cinema: Il film, una riscrittura senza fine - Giuseppe Tornatore [Lectio doctoralis, 2009]

Incipit n°25:
Signor Ministro, Magnifico Rettore, Signori Docenti, Studenti, Signore e Signori...
...sono davvero onorato di ricevere un così importante riconoscimento. Voglio ritenerlo un invito, che naturalmente accolgo, a continuare nel mio lavoro impegnandomi sempre di più. Spero di non deludere il vincolo che in questo momento sento di stringere con la vostra Università.

Casa editrice: Bompiani - "PASSAGGI" - Prima edizione: giugno 2011

A proposito del libro: "Il libro comprende una prefazione di Giovanni Puglisi e una Laudatio di Giovanni Canova dal titolo 'Il cinema e le intermittenze della memoria', pronunciata in occasione del conferimento a Giuseppe Tornatore della laurea magistrale honoris causa in Televisione, cinema e new media presso l'Università IULM di Milano, il 1° dicembre 2009, ed ovviamente, la Lectio doctoralis pronunciata da Giuseppe Tornatore dal titolo 'Il film, una riscrittura senza fine'".

mercoledì 30 novembre 2011

L'avventura londinese o l'arte del vagabondaggio - Arthur Machen [Romanzo-saggio, 1924]

Incipit n°24: 
C'è una certa taverna, nella parte nord-occidentale di Londra, che è così lontana dal cammino degli uomini e così ben nascosta che solo poche persone ne hanno mai sospettato l'esistenza. È piuttosto distante infatti dalle vie principali del frondoso quartiere una volta familiarmente conosciuto come "The Wood", e inoltre la via secondaria in cui è situata non suggerisce la presenza di alcun locale di pubblico intrattenimento.

Titolo originale: The London Adventure or the Art of  Wandering
Traduzione: Franco Basso
Casa editrice: Giovanni Tranchida Editore - "Le piramidi" - Prima edizione: febbraio 1998

A proposito del romanzo: "Un romanzo-saggio che si snoda lungo percorsi spaziali e temporali nella periferia londinese e a ritroso nel tempo, dagli anni Venti alla fine dell'Ottocento. I diversi piani narrativi convergono in lunghe digressioni che coinvolgono varie discipline, dall'architettura alla teologia, dalla critica letteraria alla storia ecclesiastica, che affrontano un tema particolarmente affascinante: «la scienza della grande città: la fisiologia di Londra; dal punto di vista letterario e metafisico, la materia più grandiosa che mente umana possa concepire»".